Prototyping and Experiential Knowledge

A cura di Nithikul Nimkulrat, Silvia D. Ferraris, Francesca Mattioli

L'immagine è uno sfondo grafico astratto caratterizzato da un gradiente di colore viola intenso. La composizione presenta forme geometriche minimaliste e sfumate che creano un effetto di profondità: si distinguono due elementi radiali a forma di stella stilizzata (uno in basso a sinistra e uno in alto al centro) e una porzione di forma circolare sulla destra. Lo stile è pulito, professionale e moderno, coerente con l'identità visiva degli altri materiali grafici della serie.

Prototyping and Experiential Knowledge. Unfolding shifting views on the use of prototypes in design research esplora il ruolo in evoluzione della prototipazione come strumento fondamentale per trasformare idee astratte in conoscenza concreta all’interno della ricerca e della pratica del design.

Il volume mostra come i prototipi – intesi come oggetti intenzionali e transitori – permettano di immaginare scenari futuri, indagare materiali e processi, comprendere dati complessi e sviluppare soluzioni progettuali più consapevoli.

L'immagine mostra un prototipo di dispositivo wearable per il monitoraggio del movimento, indossato sul braccio destro di una persona che veste una maglia bianca a maniche lunghe.
Prototipo lo-fi di un’ortesi indossabile in robotica soft per comunicare bisogni e requisiti durante un workshop con gli utenti. Nota: da “Designing a Wearable Soft-Robotic Orthosis: A Body-Centered Approach” di R. Flechtner, K. Lorenz e G. Joost, in Proceedings of the Fourteenth International Conference on Tangible, Embedded, and Embodied Interaction (TEI ’20) (p. 867), 2020, Association for Computing Machinery. Immagine tratta dal saggio “Deliberately abstract: the tactics of low-fidelity prototyping” di Paula L. Schuster e Rolf Brändle.

Organizzato in quattro sezioni tematiche:

  • Immaginare il processo di design,
  • Esplorare il processo di design,
  • Comprendere il processo di design,
  • Sviluppare il processo di design.
L'immagine mostra un dettaglio ravvicinato di un prototipo sperimentale o di un modello concettuale che combina materiali sintetici ed elementi organici. Si distingue un blocco di materiale spugnoso bianco con scritte nere, sopra il quale sono stati applicati ciuffi di lichene e muschio verde. Accanto alla spugna sono presenti fili di rame intrecciati, un materiale fibroso nero e un'altra sezione di schiuma sintetica traslucida. L'insieme suggerisce una ricerca su materiali bio-ibridi o una rappresentazione artistica dell'interazione tra tecnologia e natura.
Prototipo che mostra un concetto di slow-bus in una città futura speculativa, di F. Thomet, risultato del workshop partecipativo ibrido The Other City 2 condotto da J. Tost, P. L. Schuster, R. Flechtner, K. Budinger e F. Heidmann per PROTOTYP, un progetto di ricerca sul design presso la FH Potsdam nel 2021. Immagine tratta dal saggio “Deliberately abstract: the tactics of low-fidelity prototyping” di Paula L. Schuster e Rolf Brändle.

Il libro raccoglie contributi interdisciplinari che spaziano dal biodesign al gaming, dalla realtà virtuale alle tecnologie assistive, approfondendo tattiche di prototipazione a bassa fedeltà, ambienti collaborativi di apprendimento, traduzioni multisensoriali dei materiali, interazione con i dati e dimensioni politiche del design. Emergono così la natura situata, relazionale ed epistemica del prototipare e la sua capacità di generare conoscenza. Il volume conclude mostrando come la prototipazione superi la mera validazione tecnica per assumere anche funzioni pedagogiche, ecologiche e speculative, diventando un veicolo per la collaborazione interdisciplinare, la riflessione critica e la negoziazione delle sfide progettuali contemporanee.

L'immagine è un campionario visivo composto da dodici riquadri che mostrano diverse texture e superfici materiche, probabilmente frutto di sperimentazioni nel campo del design tessile, della stampa 3D o dei materiali bio-digitali.
Selezioni dalla collezione di materiali Feeling Fabrics, sviluppata utilizzando questa metodologia. Per ogni progetto di materiale sono stati realizzati sia un prototipo digitale (a sinistra) sia un tessuto fisico (a destra), in alcuni casi seguendo un approccio digital-first e in altri un approccio physical-first. Immagine tratta dal saggio “Experiential substance: tactile translations using digital materials” di Elizabeth Meiklejohn, Felicita Devlin, Caroline Silverman, Dani Epstein, Yue Xu e Joy Ko.

Il libro è disponibile in catalogo Open Access di Franco Angeli.

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