Queste discussioni si traducono in un vero e proprio vocabolario di significati condivisi dagli abitanti del quartiere attraverso cui esplorare punti di vista diversi, problematizzando polarizzazioni e criticità e riconoscendo interessi comuni su cui vergere per immaginare una progettualità di quartiere più articolata, condivisa ed inclusiva.
Partendo da parole scelte dagli stessi cittadini - come spazio pubblico, degrado, memoria e bene comune - il vocabolario ha dunque l’obiettivo di alimentare conversazioni su necessità e potenzialità di NoLo ed esplorare nuove possibili azioni trasformative da innescare nel quartiere.
Il potere performativo delle parole e della loro multidimensionalità fanno del “Vocabolario di Quartiere” uno strumento atto a dipanarsi in conversazioni su temi caldi della quotidianità urbana, includendo nella discussione le diverse anime e stratificazioni sociali del quartiere, con un'attenzione specifica all'inclusione di “voci” che più difficilmente vengono ascoltate nei processi di progettazione partecipativa come minoranze culturali e linguistiche ma anche bambini e anziani. Il “Vocabolario di Quartiere” inoltre promuove una dimensione progettuale più eco-sistemica grazie all’ascolto e all’integrazione di “voci” dal mondo naturale, come piante, animali e altri organismi che popolano il quartiere (anche se talvolta in maniera meno visibile).



