contributi in volume

Un Edificio in Esilio

isbn 8837056842
lingua Italiano, Inglese
tipo Contributi in volume
volume Gio Ponti a Stoccolma.L`Istituto Italiano di cultura “C.M.Lerici”
autori F. Irace
anno 2007
casa editrice Elecata - Mondadori
pagine 150

abstract

All'inizio degli anni 50 l'architetto milanese Gio Ponti inaugura una seconda stagione della sua architettura, progettando una serie di edifici a scala internazionale ( ville Planchart e Gorrondona, Caracas; Predio Italia e Istituto di Fisica Nucleare , San Paolo del Brasile; villa Nemazee, Teheran; auditorium Alitalia, New York,etc,) che è possibile valutare come varianti applicative di una singolare teoria: quella della forma finita ! Progettato con la prestigiosa collaborazione di Pier Luigi Nervi, l’Istituto Italiano di Cultura a Stoccolma fu fortemente voluto dall'amico industriale ed archeologo Lerici come testimonianza della vitalità del "lavoro italiano" e come tale la sfida fu raccolta da Ponti che in quegli stessi anni – dal timone della rivista “Domus” – aveva lanciato un'efficace campagna di promozione della creatività italiana. Il saggio - partendo dall’esame degli archivi in cui è distribuita la documentazione della sua opera – propone una lettura del lungo processo progettuale, esaminando le varie proposte che stanno dietro la soluzione definitiva. In tal modo il chiarimento della strategia insediativa aiuta a comprendere le idee di Ponti sulla necessità di una nuova architettura capace di interpretare appieno la seconda modernità, sposandone materiali, tecniche di comunicazione e strategie al fine di riprodurre – in un contesto dove l’industrializzazione è ormai un dato di fatto – l’antica aspirazione dell’”opera d’arte totale”. Collocando la fabbrica svedese nel variegato contesto progettuale pontiano ( non solo architettura, ma architettura delle navi, ad esempio, e sistemazioni esemplari d’interni in edifici pubblici e privati), il saggio ne mette in luce la straordinaria ricchezza di significati connessi ai temi dell’arte nella vita, del cultural heritage come campo d’innovazione, della sperimentazione come necessità prima ancora che come evasione dallo standard. La genesi dell’edificio viene così ricostruita attraverso lì’enunciazione dei suoi passaggi interni, ma anche attraverso la corrispondenza con Lerici, con Nervi, con i corrispondenti svedesi e attraverso la disanima della recezione della fabbrica sia nel contesto italiano che in quello internazionale. Questo ha consentito di evidenziare la sintonia di Ponti con l’ambiente internazionale , ma allo stesso tempo anche il suo relativo isolamento rispetto ai canini consolidati della critica italiana, da Ernesto N. Rogers a Bruno Zevi.
autori-dipartimento

Parole chiave

Pubblicazioni correlate

DIPARTIMENTO DI DESIGN

Via Durando 38/A - 20158 Milano
Portineria02 2399 5837

COMITATO DI REDAZIONE

Giuseppe Amoruso, Marita Canina, Annalinda De Rosa, Maria Teresa Feraboli, Marisa Galbiati, Giulia Gerosa, Ilaria Mariani, Francesca Piredda, Lucia Rampino, Anne Schoonbrodt, Carlo Emilio Standoli, Lia Tagliavini

Questo sito utilizza i cookies per le statistiche e per agevolare la navigazione nelle pagine del sito e delle applicazioni web. Maggiori informazioni sono disponibili alla pagina dell'informativa